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ANTEPRIMA PGR

ASCOLTA QUI IN ANTEPRIMA IL BRANO “CRONACHE DI GUERRA 2

Questo invece è il testo:

Leggiadre colombe, crudeli rapaci
vanno all’assalto di falchi incappucciati
Oche inchiodate , oche intubate
credono il paté loro forma sostanza
Vasetto cremoso spalmabile in ogni circostanza

Novantanove guerre di spazi viscerali
Cosmogonie tribali
Novantanove guerre una quella che come te
Come te non c’è nessuna

Combattono i millenni popoli nazioni
Anni di piombo illuminismi tradizioni
Notti imbiancate giorni incupiti
Nel sol dell’avvenire lotta accanita
La pace degli umani somma delle loro illusioni

Novantanove guerre di spazi viscerali
Cosmogonie tribali
Novantanove guerre una quella che come te
Come te non c’è nessuna

Obbligo di dialogo sfibrato ad oltranza
lo invoca chi arretra lo scansa chi avanza
Ognuno basta a sé  ma il conto non torna

Novantanove guerre di spazi viscerali
Impotenze letali
corrono i politici ai microfoni ai flash
la riffa diplomatica mette in palio il nobel

Val bene una guerra la pace di un nobel
Val bene una guerra

Novantanove guerre una  quella che come te
come te non c’è nessuna
novantanove guerre una  quella che come te
come te non c’è nessuna

Quella che mai dire mai
Quella che devi e non vuoi
Quella che mai dire mai
Quella che devi e non puoi
Quella che mai dire mai
col senno di poi

Festival della creatività

FIRENZE – Dal 30 novembre al 3 dicembre alla Fortezza da Basso

Creatività: pensiero, innovazione e ricerca. La creatività declinata attraverso cinque percorsi tematici: l’arte pura e l’arte applicata all’industria, le città e il territorio, la comunicazione e i mezzi di comunicazione, l’Università e la ricerca, le imprese e l’innovazione. Il Festival della creatività è questo: quattro giorni di seminari, mostre, incontri, performance, laboratori artistici.
Con il Festival la Toscana diventa il punto di riferimento della creatività al futuro presente, allestendo un laboratorio interattivo concepito come area di incontro tra saperi e talenti, stili di vita, informazione e comunicazione, e offrendo la possibilità di conoscere da vicino le alchimie dei processi creativi.
Tra gli ospiti del Festival: Alex Infascelli, Edoardo Nesi, Vincenzo Cerami, Dario Fo, Ginevra Di Marco, Teresa De Sio, Giovanni Lindo Ferretti, Marcello Lippi, Oliviero Toscani.

Festival della creatività è anche musica. Ad inaugurare la prima serata (giovedì 30 dicembre) ci saranno i Marlene Kuntz col loro rock livido e distorto. Il gruppo ha appena pubblicato il dvd Mtv Storytellers e il cd live S-Low, in cui rileggono alcuni celebri pezzi del loro repertorio. Con i Marlene Kuntz ritroveremo, al basso, un nome storico del rock italiano e, in particolare, fiorentino, Gianni Maroccolo. Venerdì 1 dicembre ci sarà il Dj set di Boosta, fondatore dei Subsonica, sperimentatore e remixer, che negli ultimi anni ha saputo imporsi come uno dei migliori dj in circolazione grazie a grande tecnica e sensibilità musicale. Altro appuntamento da non perdere è quello in programma domenica 3 dicembre, con l’esclusiva performance di Matthew Herbert. Da molti definito come il genio dell’elettronica moderna, Matthew darà dimostrazione della sua incredibile ed eclettica ricerca musicale, dando vita ad un set che farà muovere le gambe e godere le orecchie.

ANTEPRIMA IG

Dopo l’uscita di due EP “Resta” (ottobre 2005) e “Il Linguaggio delle Murene” (maggio 2006) che hanno saputo conquistare pubblico e critica, IG lavora al suo primo album dal titolo “Bastian Contrario” la cui uscita è programmata a gennaio 2007 , anticipato da un singolo e un video che verranno presentati tra novembre e dicembre alle radio e alle televisioni musicali.
Ora IG presenterà in anteprima nazionale i brani dell’album: a Venezia, al Teatro delle Fondamenta Nuove e a Firenze all’interno del Festival delle Creatività.
Il tour toccherà successivamente le principali città italiane ed alcune capitali europee.

17 novembre – Teatro delle Fondamenta Nuove – Venezia
21 novembre – Alpheus – Roma
24 novembre – Kalinka – Carpi (MO)
29 novembre – Auditorium S. Antonio – Città di Castello (PG)
30 novembre – Festival delle creatività (con MK) – Firenze
01 dicembre – Casa 139 – Milano

IG sarà presente con una line up davvero notevole che ha saputo conquistare chi ha avuto la fortuna di assistere al tour di “Resta” del 2005 o al Flippaut a Milano a luglio 2006.

Formazione:
Ivana Gatti : Voce – theremin- tastiera
Gianni Maroccolo : Basso – synth
Daniela Savoldi : Violoncello – melodica – voce
ATZMO: Electronic Maker
Luca Bergia (Marlene Kuntz) : Batteria – electronics – voce

NELLA TORRE DELLA CANZONE

Cristiano Godano

The Tower of Song è un pezzo di Leonard Cohen dal testo brillante, dove la torre della canzone del titolo è il luogo metaforico (ma particolarmente fisico e toccabile) da cui lanciare frecciatine tra il sarcastico, l’autodifensivo e il desolato al “tu” femminile destinatario. È una curiosa e inusitata sottospecie della ben nota torre d’avorio dell’artista che, senza i pudori della convenienza, egli dichiara di abitare quale ottimo rifugio e pretesto per giustificare implicitamente mancanze e debolezze molto terrene. È nato con «un’ugola d’oro», lui, «e ventisette angeli dall’aldilà l’hanno legato al tavolo sul quale scrive i suoi versi»: le vicende nella vita si sono susseguite in modo tale che «ogni cosa» costruita durante la trascorsa relazione sentimentale «è andata perduta, e non ci sarà mai più occasione di attraversare insieme i ponti che ora», simbolicamente, «stanno bruciando». Egli, che sta «solo pagando l’affitto nello stesso luogo in cui Hank Williams tossicchia tutte le notti, cento piani più in su» (e con loro due, ovviamente, tutti i compositori di qualche rilievo di liriche per canzone), continuerà a scrivere i suoi versi «pazzo d’amore, ma senza far progressi». Poiché l’unica cosa che sa fare, per l’appunto, è scrivere canzoni brillanti e intelligenti sulle sue pene d’amore.

In questo rifugiarsi, in questa ammissione da artista che si rinchiude nel suo mondo, non c’è sfacciataggine esibita: c’è tanta ironia; di classe e divertita; ma mescolata ad altre componenti agrodolci che rendono il tutto fascinosamente composito. E, per l’appunto, brillante. E io, accantonando la componente divertita poiché non ne sarebbe giustificato l’utilizzo in questa sede, ma sperando altresì di mantenere il sottofondo di brillantezza preso a prestito, antepongo questa premessa dotata di ragguardevole citazione per potermi introdurre nelle poche ciance che mi verrà di ammonticchiare intorno al benemerito concetto della lentezza. Voglio infatti dire: nelle medioalte sfere della medioalta sensibilità e intelligenza delle persone che leggono una pubblicazione come codesta è ormai un dato acquisito che la realtà ordinaria e generica di tutti i giorni, quella che ci (le) assedia, che ci (le) pervade, che ci (le) definisce come esseri inseriti in un consesso civile che è quel che è, costringe a una frenesia e a una velocità di gesti e comportamenti per molti aspetti dissennate e condannevoli. La mia sperabile brillantezza dovrebbe risiedere nel fatto che, avendo avuto la cocciutaggine e la fortuna di fare l’artista nella vita, io sappia bene di ritrovarmi privilegiato nel mio essere felicemente avulso da certi meccanismi, non sentendomi quasi mai costretto a rincorrere le situazioni giornaliere con gli affanni e i timori di chi sarà presto tagliato fuori se non lo fa. Facile dunque, per uno come me, salire sul piedistallo e ammonire con l’indice gli sprovveduti che si lascino sfuggire di mano la vita stessa, la quale è una sola per tutti e non viene dai molti vissuta nella pienezza delle sue preziose implicazioni e dettagli, delle sue variegate sfumature e dei suoi molteplici intrecci eccetera eccetera. Credo in verità che per una certa fetta di questi “sprovveduti” sia ben chiaro che il mondo stia rotolando piuttosto male verso un parossisimo pericoloso, ma non mi pare sia per loro esattamente semplice svincolarsi, a livello individuale, da un sistema fagocitante ed essenziale. E dunque mi guarderò dal predicare o proferire banalità.
Ciò non toglie che elogiare la lentezza sia intento di meritevole e brillante valore, e allora, io, che sono persona lenta di costituzione – “vita da artista” a parte -, anziché elogiarla in contrapposizione alla cattiva società che corre (e si badi bene: la società siamo noi…), la elogerò di per se stessa provando a inanellare una minima successione di microeventi che arricchiscono la mia quotidianità nonché esistenza, e lo farò partendo dalle parti delle mie esperienze all’atto della creatività.
Ogni processo creativo del nostro gruppo è lento: musica e testi arrivano come risultato finale di poderosi e faticosi pensamenti (quelli che ci sono concessi dal nostro talento, grande o piccolo che sia), con le maniacali inclusioni e successive esclusioni di eventualità in forma di note o parole valutate senza fretta, facendosi beffe del tempo che scorre e che ci rammenta che è ora di mangiare, di fare la spesa, di assestarsi sui binari delle codificazioni attraverso cui il contesto sociale ingrana la sua marcia regolare a monovelocità costante. È piuttosto soddisfacente vivere la pienezza degli attimi dilatati secondo le esigenze più eterogenee – e dimenticandosi del mondo là fuori… – e in tali attimi il pullulare di minuzie che essi riescono a dispiegare sotto i nostri occhi e intorno ai nostri sensi rende perfettamente l’idea, al porvi mente, della affascinante complessità del reale, non più quello ordinario e generico, ma quello dettagliato e personalissimo che ogni spirito ricettivo può percepire conformemente alle proprie peculiarità. La lentezza, dunque, come la possibilità di imbibire un terreno prodigo di regali, riempiendosi di riflesso la vita e dimenticando le banali e tristemente inevitabili angustie del sedicente e dozzinale “stressato”. Nella nostra torre della canzone ciò è una regola, non un’eccezione, perché quei ventisette angeli di cui al testo del grande Cohen hanno legato ciascuno di noi al metaforico tavolo sul quale oziare ed elaborare forme, e chiunque abbia in buona considerazione la sensibilità dell’artista genericamente intesa, ha modo di invidiare genuinamente la grande fortuna che possiamo godere in questo senso: solo i pochi o tanti soldi guadagnati potranno semmai diventare discutibile discriminante in ultima analisi (i Marlene Kuntz, ad esempio e purtroppo, non saranno mai esattamente “ricchi”, se a qualcuno può interessare per un giudizio finale). Nella lentezza di questo lavorio incessante, volto ad addomesticare l’ispirazione e ad assottigliare le elucubrazioni, si sta, poi, molto con se stessi, ed è a mio parere un gran risultato ritrovarsi a conoscersi sempre un po’ di più: si potrebbe quasi dire, per deduzione, che è proprio per imparare a conoscersi che si scrive e che si compone musica. Ed è, infatti, nella mia esperienza quasi ventennale che, lasciandomi irretire e incantare dalle malie del fare artistico, ho avuto di me stesso una percezione sempre più completa e mista: a volte (e illusoriamente, forse) più definita, altre semplicemente più densa di decisive sottigliezze. E la mia sensibilità in tal modo acuitasi ha generato su di sé un compatto cumulo di piccoli e costanti progressi, che mi hanno sollevato ai ranghi di una certa qual, oso dire, integrità civile, equidistanziandomi dagli eccessi degli animi irosi e bellicosi. Mi colpì profondamente una dichiarazione che lessi in un’intervista fatta a un direttore d’orchestra che non conoscevo e di cui ora non rammento il nome, il quale, tentando di dare forza alle proprie argomentazioni intorno all’importanza di un ascolto attento e creativo di un pezzo musicale (e dunque paziente, ovvero… formidabilmente lento), sosteneva che se per estremo tutti fossero coinvolti, nella vita, in attività di questo tipo – gioiose anziché no – non ci sarebbe quasi più spazio per le guerre. Questa dichiarazione mi colpì profondamente per la portata di fantastica significatività che includeva e che è sotto gli occhi di chi l’ha appena letta: nonostante tutti i se e tutti i ma di un’asserzione che parrebbe ingenuamente riduttiva, tipica di un artista che venga a spiegarla dalla sua torre d’avorio, c’era, infatti, l’incontrovertibile verità definitiva che uno spirito nutrito di attenzioni certosine nello stare dietro allo svolgimento di una composizione degna, sarebbe così ricco di quei valori che i filistei etichettano come astratti e futili, che non vi sarebbero né il tempo né lo spazio per appiccicarsi alle collose idiosincrasie di chi è facinoroso per mancanza di meglio. Forza della musica nel suo grande potenziale forse rischiosamente astratto, ma… solo forse, solo forse…

Un’altra dichiarazione mi viene ora in mente per chiudere, che ha tutt’altro tono in conformità con chi la divulgò tramite un’altra intervista: Vladimir Nabokov, il grande romanziere russo-americano, il quale ebbe a dire con gustosa adesione di aver sempre molto gradito la vignetta di quel tale che, mentre cade dall’ultimo piano di un grattacielo, in prossimità del suo schianto si accorge sinceramente stupito di non avere mai notato un certo particolare della facciata dell’edificio. Questo spiega molto bene la testa nelle nuvole di chi sta dietro alle sopraccitate astrattezze e “perde” il tempo così, senza l’utilità di cui necessita il sistema social-produttivo per avere il genere umano al proprio servizio. Ma è nel vagolare del cervello appresso alle minuzie, nella scriteriata e sbarazzina dilatazione del tempo per raccoglierne quante più possibile, che risiedono le caratteristiche di base di un certo tipo di sensibilità, quella che, pur senza pretendere di “fare gli artisti” nella vita, concede il lusso di accorgersi della variopinta molteplicità di ciò che ci circonda.

Tratto da Slowfood 19
Le foto di Alex Astegiano ritraggono Cristiano Godano e Gianni Maroccolo sul palco dell’Ariston di Sanremo, per la festa dedicata al ventennale di Slow Food Italia.

1 MAGGIO 2006

Qualche scatto da Piazza San Giovanni…

Proseguono le adesioni all’appello per la Legge sulla Musica

di Alessandro Sgritta

Dopo il successo della manifestazione “L’Unione fa la Musica” del 26 marzo a Milano voluta e organizzata dagli artisti e dai produttori della musica indipendente italiana per sensibilizzare la politica sulla necessità di una Legge sulla Musica, proseguono le adesioni all’appello con tantissimi artisti della nuova scena musicale italiana.
SONO TANTISSIMI GLI ARTISTI CHE HANNO ADERITO: LINEA 77, ROY PACI, EUGENIO FINARDI, JOE E CESARE MALFATTI DEI LA CRUS, SIMONE CRISTICCHI, DOLCENERA, FOLKABBESTIA, YO YO MUNDI, GIANNI MAROCCOLO DEI PGR E DEI MARLENE KUNTZ, BEPPE CARLETTI DEI NOMADI, PAOLA MAUGERI DI MTV, TERESA DE SIO, GIULIO CASALE DEGLI ESTRA, RAIZ, QUINTORIGO, ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO, DEASONIKA, SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC, AMEBA 4, RADIODERVISH, CLAUDIO LOLLI, GEGE’ TELESFORO, EQU, FEDERICO SALVATORE, OLIVER SKARDY DEI PITURA FRESKA, TETES DE BOIS, CAPONE & BUNGT BANGT , TINTURIA E IL PROGETTO NAPOLI ALL STARS E TANTI ALTRI.
Sono già oltre 350 le adesioni pervenute. Si proseguirà per concludere questo percorso con un incontro verso la fine del mese di aprile.

Sono veramente tantissime le adesioni che stanno arrivando all’appello per una Legge sulla Musica dopo l’incontro di domenica 26 marzo al Rolling Stone di Milano. Una richiesta sacrosanta che vuole finalmente dare dignità professionale e culturale a tutto il settore, partire dagli artisti stessi che infatti hanno ben capito quanto sia necessaria una legge che riconosca il loro ruolo, così come accade per le altre arti come il cinema e la letteratura. Sono infatti già oltre 350 le realtà che hanno aderito ad oggi e tra essi tantissimi artisti che hanno deciso di mettersi in campo in prima persona: appoggiano questa richiesta infatti artisti come Roy Paci, Eugenio Finardi, Joe e Cesare Malfatti dei La Crus, Gianni Maroccolo dei Pgr e dei Marlene Kuntz, Beppe Carletti dei Nomadi, Simone Cristicchi, Dolcenera, Folkabbestia, Pino Marino, Yo Yo Mundi, Teresa De Sio, Giulio Casale, Raiz, Quintorigo, Claudio Lolli, Il Parto delle Nuvole Pesanti, Pippo Pollina, Capone & BungtBangt, Orchestra di Piazza Vittorio, Deasonika, Ameba 4, Radiodervish, Jolaurlo, Tetes de Bois, il progetto Napoli All Stars e tantissimi altri per un lunghissimo elenco. L’adesione all’appello prosegue e si puo’ aderire scrivendo a: unaleggeperlamusica@hotmail.it oppure telefonando al 349.4461825, mentre tutti gli aggiornamenti si possono trovare su http://www.audiocoop.it
Infatti è stato veramente un grande successo di pubblico, con grande presenza dei media e una grande passione l’incontro tra artisti , produttori discografici indipendenti e Romano Prodi al Concerto per la Legge sulla Musica a Milano. Numerosi e qualificati gli interventi a rappresentare tutta la scena indies italiana, da quella storica di Eugenio Finardi fino a quella piu’ nuova di Roy Paci. Da Caterina Caselli a Simone Cristicchi, da Beppe Carletti dei Nomadi a Gianni Ma roccolo dei Pgr, da Dolcenera ai La Crus, fino ai giornalisti Daniel Marcoccia e Paola Maugeri che hanno condotto l’incontro, si sono susseguiti una serie di interessanti riflessioni. Oltre alle richieste specifiche legate al settore musicale quali una Legge sulla Musica che dia dignità professionale e culturale al mestiere del musicista e del produttore, l’abbassamento dell’Iva sul cd, l’incentivo all’ingresso nei grandi media delle nuove proposte delle produzioni musicali indipendenti italiane, il sostegno agli esordienti e ai festival pop-rock del nostro paese, la promozione della nuova musica italiana all’estero, un piu’ stretto rapporto con il mondo della scuola e un rafforzamento dei nuovi media – non son mancati riferimenti alla necessità, in un quadro generale, di ristabilire un piu’ generale clima di risveglio culturale nel nostro paese.

tratto da http://www.musicalnews.com

IG sta proseguendo il suo cammino…

IG è il progetto nato dall’incontro fra Gianni Maroccolo e la giovane cantautrice Ivana Gatti. Un progetto dove Musica di Qualità e Musica/Parola d’Autore al femminile si fondono magicamente l’uno con l’altro con grande naturalezza e notevole spessore artistico.

IG è l’incontro fra le ambientazioni minimali e rarefatte di Gianni e l’universo intimista di Ivana. Ma non solo, perchè IG è un meraviglioso “work in progress” … un continuo viaggio, un’esperienza di vita e al tempo stesso un progetto artistico attuale e coraggioso, una preziosa rarità nell’attuale panorama discografico.

Il 10 ottobre uscirà un mini lp dal titolo “Resta” contenente sette splendide canzoni e una traccia rom che presenta il progetto nella sua enterezza con l’aiuto di immagini, testi e del bellissimo video girato da Fernando Maraghini e Maria Erica Pacileo.

Il mini lp uscirà su label River Nile record, un marchio Ala Bianca Group, con distribuzione e vendita esclusivamente on line attraverso i siti http://www.giannimaroccolo.com e http://www.alabianca.it .

L’uscita dell’album è prevista per inizio 2006 su cd Ala Bianca distribuzione Warner.

IG si sta preparando per un tour con una formazione che parla da sola:
Ivana Gatti: voce
Gianni Maroccolo (PGR-CSI): basso/macchine
Cristiano della Monica (PGR): percussioni/macchine
Luca Bergia (Marlene Kuntz): batteria
Antonio Aiazzi (Litfiba): tastiera
Daniela Savoldi: violoncello

Ci saranno anteprime audio e video, presentazioni, concerti e tante altre novità in arrivo perché IG è “work in progress” e perché la magia scaturita dall’incontro di due artisti quali Gianni Maroccolo e Ivana Gatti sta dando vita a nuove idee, nuovi pensieri e nuovi modi di interpretare la musica.


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