UN PO’ DI RASSEGNA STAMPA

da: rockit.it

Hiroshima Mon Amour – S-Low Tour
di Fabio Gallo

E’ un attendere davvero carico ed intenso. L’aspettativa e la curiosità si incrociano non solo prima del concerto, ma anche pezzo dopo pezzo, sotto il palco. Quello di Cristiano Godano sembra l’atteggiamento di un vecchio Babbo Natale che elargisce doni ai bambini, con dolcezza, spiegandoti che questo regalo lo stai ricevendo perché sei stato bravo, hai voluto bene ai nonni e ai genitori…
“Non dunque il tuono e la tempesta dei grossi assalti distorti, ma l’inquietudine tersa di note sospese nel vuoto dell’apnea e sul respiro del pubblico”. Non si ha certamente bisogno di assistere ad uno show “intimista” della compagine cuneese per avere prova delle loro potenzialità artistiche. Nonostante il presupposto, la tappa torinese, quella di apertura dello “S-Low Tour 2006” dei Marlene Kuntz è stata un ulteriore conferma del loro talento e della loro classe: una prova, quella dell’Hiroshima del 2 febbraio, che avrebbe probabilmente convinto anche gli imperituri scettici del valore della band piemontese.
Una scaletta particolare quella di questo tour, dedicata soprattutto alla parte più intima del loro repertorio, la parte della loro produzione solitamente più sacrificata nelle esibizioni live per lasciare maggior spazio ai brani più “arrabbiati”. Chi in qualche maniera aveva seguito l’esibizione dello Storyteller (grande successo infatti ha avuto la versione downlodata) sapeva di doversi aspettare un concerto più da ascolto che da “pogo”; non una roba da caciaroni.
Nonostante qualche richiesta non soddisfatta, le vane le ripetute invocazioni a “Sonica” e “Ape Regina”, i Marlene hanno ricevuto solamente consensi. Il barbuto Godano parte con “Lieve”, una chicca risalente al 1994, per poi lasciare spazio ad alcuni brani di “Bianco Sporco”, ultima fatica della band con le esecuzioni di “Amen” e di “Bellezza”, davvero ricche di tensione e di pathos. Immancabili gli accenni ai loro dischi precedenti: si passa da “La Canzone Che Scrivo Per Te”, a ” Infinità” e “Come Stavamo Ieri”, ultimo brano in scaletta prima del rientro per i bis. I tre Kuntz sono come sempre impeccabili ed eleganti, e la presenza al basso di un personaggio cult come Gianni Marroccolo, che in fondo sembrava il più goduto di tutti, non può far altro che impreziosire uno show delicato ed emozionante.
Il pubblico ci prende gran gusto e, a questo punto, vorrebbe sentire tutte le versioni con toni slow dal volume low, ma dietro l’angolo c’è il gran finale con “Nuotando Nell’Aria”. Poi luci accese e frasi interrotte…

da: mascalzone.it

Marlene Kuntz – S-low Tour – Officina Estragon Bologna

Un percorso artistico senza compromessi. Dagli esordi sonici di “Catartica” e “Il Vile” alla collaborazione con Skin e alle prime apparizioni su MTV, dalla svolta artistica dettata dall’album “A Fior di Pelle” a questo ultimo, difficile ma bellissimo, “Bianco Sporco”, c’è stato sempre qualcuno che ha storto il muso, qualcuno che ha voltato loro le spalle. Oggi un nuovo passo in avanti, una nuova svolta, un tour “S-low”, lento, calmo. Una scelta dettata dall’esigenza di esplorare il lato più intimo della loro produzione. Non una scelta facile quella di Godano e soci. Soprattutto se ti fai chiamare Marlene Kuntz e se i tuoi concerti erano un’esplosione di chitarre per stomaci forti e una miniera d’oro per i pogatori più scalmanati. La curiosità è tanta, l’Officina Estragon, in una delle sue ultime apparizioni prima del trasloco, è gremita. Insomma siamo davanti al nuovo “S-low Tour”, non solo lento, ma anche low, a basso volume. Sì perché da sempre il gruppo cuneese ha saputo giocare sulla dissonanza che il loro nome sembrava suggerire: da un lato l’anima lirica della dolce Marlene, dall’altra la spigolosità e il furore di Kuntz. Oggi sembrano avere la meglio le elucubrazioni musicali più intime e raffinate di Marlene. Domani chissà.
E allora le chitarre restano ben salde negli amplificatori ma i suoni si fanno meno compatti, più vividi, rarefatti e minimali. Le distorsioni sono squarci di luce tra le liriche di Godano. E allora ciò che vengono esaltati sono i testi e il cantato allucinato di Godano, le distorsioni di Riccardo Tesio e i giri di basso di quel Maroccolo che, con la sua esperienza, sta dando coraggio al progetto Marlene. Apre il concerto “Lieve”, con il suo andamento vibrante ed ipnotico “Meglio del pedersi in fondo all’immobile / Meglio del sentirsi forti nel labile”. Seguono “A chi succhia”, “La lira di Narciso”, tratte dall’ultimo “Bianco Sporco”, e “Danza” da “Senza Peso”, forse le canzoni che hanno maggiormente ispirato questo tour: testi profondi e visionari su atmosfere delicate. “Fuoco su di te” e “Ti giro intorno” sono due ballate allucinate e rabbiose tratte entrambe da “Il Vile”. “La Canzone che scrivo per te” introduce nel vivo del concerto. “Serrande Alzate” e soprattutto “Infinità” vengono salutate con un’ovazione. “Amen”, il Don Chisciotte dei giorni d’oggi, è un lamento straziante di un ubriaco. Poi “L’inganno”, una canzone rabbiosa che gioca sui crescendo delle chitarre, e che apre la strada alla splendida “Come stavamo ieri”, una delle più belle canzoni dei Marlene, che si conclude con una vibrante esplosione noise, intensa ed estesa come non te la aspetti. I bis sono affidati a “Schiele, lei, me”, una graffiante e colta vicenda d’amore, “Lamento dello sbronzo”, “Bellezza”, singolo dell’ultimo “Bianco Sporco”, abbagliante disquisizione sul tema della bellezza. Chiude il concerto l’immancabile “Nuotando nell’aria”.
Lo “S-low tour” si conferma uno degli eventi impedibili di questo 2006 e consacra i Marlene come il gruppo più audace del rock italiano.

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