TELE E RAGNATELE

Rassegna di musica d’autore

da sabato 11 febbraio 2006

Saletta della Cultura Gregorio Vetrugno
Via Matilde 7 – Novoli (Lecce)
La Saletta della Cultura ospita tra gli altri Fausto Mesolella, La Camera Migliore, Andrea Chimenti, Roberto Angelini, Angelo Ruggiero e Alessio Lega.

Una rassegna di musica d’autore unica nel Salento. La Saletta della Cultura Gregorio Vetrugno di Novoli (Le), con i suoi cento posti a sedere che consentono di assaporare al meglio le parole e le note degli ospiti, si è affermata all’attenzione degli amanti della musica italiana grazie ad una programmazione attenta alle vecchie e alle nuove generazioni. La rassegna Tele e ragnatele torna anche nel 2006 con un percorso artistico interessante e per alcuni versi innovativo. Grazie all’impegno della Saletta e del curatore della rassegna Mario Ventura sono passati da Novoli Valentina Gravili, Giorgio Conte, Pippo Pollina, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, Riccardo Sinigallia, Filippo Gatti, Claudio Lolli, Carlo Fava, Ennio Rega, The Gang, Max Manfredi, Cesare Basile, Cappello a Cilindro, Luigi Grechi, Marco Parente e molti altri cantori della musica d’autore italiana. Una scelta coraggiosa che non segue le mode ma la qualità delle note e delle parole.

Tele e ragnatele prende il via sabato 11 febbraio con lo spettacolo/concerto I piaceri dell’orso con Fausto Mesolella, accompagnato da Mimì Ciaramella (batteria) e Vittorio Remino (basso). Dal 1986 chitarrista degli Avion Travel, compositore e arrangiatore, che divide progetti e canzoni con grandi artisti italiani e stranieri – Mesolella debutta nell’opera prima “I piaceri dell’orso” in tre nuove vesti: scrittore, performer e cantante solista, autore e interprete di un libro e di un CD. Il lungo racconto in prima persona “I piaceri dell’orso” si svolge sul filo di un pensiero che gioca con il senso – unico, doppio, multiplo – delle parole, in assoluta mancanza di punteggiatura, se non per un’unica eccezione finale. Mesolella racconta la sua vita di uomo e di musicista negli aspetti più allegri e gratificanti ma anche in quelli più amari e deludenti, come in un flusso di coscienza, in una libera associazione di idee. Nel CD “I piaceri dell’orso”, Fausto Mesolella innanzitutto presta la sua voce calda (e il tocco discreto o incalzante della chitarra) al racconto, rivelando doti di abile performer, in una lettura intensa e ritmata, i cui timbri si accendono o sfumano secondo i momenti e le atmosfere. Una bella interpretazione, assolutamente non facile, di un testo “fluviale”, lineare solo all’apparenza, che aggiunge alla lettura l’emozione della presenza, il colore del suono. Le prime apparizioni pubbliche dell’orso stanno già riscuotendo grande successo. Se le qualità del chitarrista e del compositore sono arcinote, ne “I piaceri dell’orso” la sorpresa forse più grande è il Mesolella cantante solista. Contrappuntano la lettura del racconto quattro canzoni, egregiamente eseguite da Fausto in voce e chitarra. La prima è “Un giorno dopo l’altro” di Luigi Tenco (unico brano de “I piaceri dell’orso” di cui Mesolella non è autore), evocata nel racconto come sigla dell’indimenticata serie tv “Le avventure del commissario Maigret”, un omaggio al grande cantautore ligure e alla tv in bianco e nero. La seconda – “‘Na stella” – è una canzone scritta e composta da Fausto Mesolella per Gian Maria Testa (che l’ha incisa nell’album “Altre latitudini”, del 2003), un raffinato testo in napoletano affidato all’artista piemontese come “rivincita del sud all’annessione sabauda”, scherza l’autore. Gli altri due sono brani inediti, “L’eclisse del ‘62” e “Il piacere dell’orso”: aperture larghe, testi delicati e pensosi, e quel modo di reinterpretare la tradizione melodica italiana di cui Mesolella e gli Avon Travel sono ormai maestri. Accompagnano l’esecuzione Ferruccio Spinetti al basso, Omar Lopez Valle alla tromba e Vladimir Kocaqi al violoncello. I brani sono stati incisi per gentile concessione di Sugar Music. Nell’orso si nascondeva un cantautore.

La rassegna prosegue con un “turno infrasettimanale” mercoledì 15 febbraio. Sul palco La Camera migliore (un quintetto toscano scoperto da Carmen Consoli e pubblicato dalla sua etichetta, la Due Parole di Catania) presenterà i brani tratti dall’album Cari miei. Cari miei è innanzitutto un disco di storie, nato dalla voglia di raccontare; man mano che la scrittura procede, i personaggi delle singole canzoni si disegnano con maggiore precisione. Ognuno di loro è in primo luogo protagonista di una storia più che interprete di uno stato d’animo (come accadeva nel precedente album), così come rivelano gli stessi autori descrivendone l’elaborata genesi creativa: dopo una prima stesura d’ogni pezzo, Georgia Costanzo – la cantante e coautrice del gruppo – ha scritto un racconto che ne narra il soggetto; la stesura definitiva nasce dopo quei racconti, di cui porta soltanto qualche traccia, il segno di una delle chiavi di lettura possibili. La folla di personaggi che anima queste storie è quantomai stramba e fiabesca: robot amici, bambole indiavolate, orchi, re e regine che sembrano popolare un grande condominio o un paesino sospeso tra atmosfere nostalgiche e surreali. L’intenzione narrativa è sottolineata anche dal fatto che molti dei testi sono rivolti ad un unico interlocutore come fossero lettere ad un lettore immaginario.

Sabato 25 febbraio spazio invece al progetto Lorelai & doctor mei, che nasce dall’incontro nel 2000 di Lorella (autrice dei Nomadi) e Andrea Mei (ex-tastierista e fisarmonicista dei Gang). L’immediato feeling li porta ad una collaborazione intensa dalla quale nascono molti successi dei Nomadi tra cui Sangue al cuore, La vita che seduce, Please, Io voglio vivere. Nel 2000 Lorella e Andrea compongono quattro brani che vengono inseriti nell’album “liberi di volare”. Nel 2002 esce “amore che prendi amore che dai” dei nomadi nel quale lorella firma, insieme a doct.Mei, Sangue al cuore,Il re è nudo e L’arte degli amanti. Nel 2003 esce NOMADI 40 con il singolo “io voglio vivere” che rimane ai vertici delle classiche dei dischi più venduti per molti mesi.

Il frutto del loro incontro e della loro intesa artistica è racchiuso nell’album appena uscito Animali nudi, primo lavoro prodotto dall’etichetta Segnali caotici di Beppe Carletti, leader storico dei Nomadi. Animali Nudi è un album fatto di storie, immagini, poesia, emozioni, da scoprire ascolto dopo ascolto che attinge a sonorità rock, etniche,dance. Alla realizzazione del progetto hanno collaborato il batterista Tommy Graziani e dj Davide Domenella e Andy Tonici conosciuti come Double d e Gianluca Gentili al bouzouki.

La programmazione di marzo prosegue con La Banda dei falsari (sabato 11), Andrea Chimenti (sabato 1 e Tabulè (sabato 25).

Il lavoro di esordio della Banda dei Falsari s’intitola “Il Caso” (Ethnowordl/Venus) uscito alla fine del 2004 e gli è valso numerosi riconoscimenti come la nomination per il premio miglior disco di esordio da parte della prestigiosa rivista “Mucchio Selvaggio”, ma la Banda dei Falsari è attiva da molti anni. Una lunga storia fatta di concerti e collaborazioni importanti come quelle con Ambrogio Sparagna, Francesco Di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso), i Tetes de Bois e molti altri che hanno permesso alla band di affinare il proprio particolare genere musicale: canzone d’autore, ritmiche in levare, rock, jazz e molto altro in un “laboratorio di generi” con le caratteristiche di un grande cantiere aperto alla sperimentazione. Lo stile dei Falsari è, infatti, quello imbastardito del Mediterraneo da cui vengono suoni e atmosfere sospese, trame sottili di esistenze in bilico.

Dal 1983 al 1989 Andrea Chimenti è il cantante dei Moda, uno dei gruppi capostipiti del rock italiano con Litfiba e Diaframma. Tre sono gli album realizzati con questo gruppo all’interno dell’etichetta I.R.A. prodotti da Alberto Pirelli: “Bandiera”, “Canto Pagano” e “Senza Rumore”. I Moda nel 1989 si sciolgono e per Andrea comincia la carriera solista. Dopo vari album e collaborazioni ad ottobre del 2004 esce il suo nuovo CD “Vietato Morire” realizzato con Massimo Fantoni e Matteo Buzzanca, edito da Santeria/Audioglobe. All’interno diversi ospiti come: Steve Jansen, Patrizia Laquidara, Gianni Maroccolo, Alessandro Fiori dei Mariposa. Nell’ottobre 2005 esce il DVD “Vietato Morire – Note per un film documentario”, che raccoglie la lavorazione dell’album ed il video de “La Cattiva Amante”.

Tabulè ovvero un incontro tra suoni, immagini e sapori. La nostra musica, come l’insalata di cous cous da cui prende nome, è una mistura di colori e spezie che evocano il sapore di una tradizione fatta di frugalità e ingegno.

Allora le risorse musicali di Puglia cariche di paradossi armonici vengono rilette secondo un metro diverso che concede spazio al sentire dei suoi interpreti nel tentativo di giungere ad una musica in cui assonanze e contrasti si cercano e le soluzioni diventano tensioni. Lungo questa traccia di pensiero si sviluppano nuove ipotesi di arrangiamenti rivolte a brani ‘classici’ del repertorio salentino (La rondinella, Ferma Zitella, To To To) così come alle tarantelle garganiche (Lettiri che t’ammanne,O re re), giungendo al fulcro del nostro intento artistico con la proposta di composizioni originali, dove la tradizione diviene un pre-testo per esplorare nuovi percorsi sonori mescolando suggestioni appartenenti a culture diverse ma insolitamente vicine.

Il tutto si fonda sulle diatoniche armonizzazioni dell’organetto di Claudio Prima, ideale placenta per le diacroniche evoluzioni melodiche della voce di Fabrizio Piepoli e del mandolino di Giuseppe De Trizio.

Sabato 1 aprile PongMoon, un tributo del cuore e dell’anima, da parte di Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo, già violino solista dei Nidi D’Arac, ad uno dei più grandi geni del songwriting internazionale: Nick Drake, padre oggi riconosciuto di tutto il New Acoustic Movement. L’intimismo della migliore canzone d’autore, improvvisazioni blues, richiami al folk, per uno spettacolo che vede la coppia Angelini-D’Erasmo tenere il palco con un’intesa invidiabile, con un rispetto e una delicatezza che incanta; una rilettura per chitarra, voce e violino, di un repertorio di altissimo livello. Un atto d’amore quello che porteranno in giro nei prossimi mesi in club, in locali, in luoghi illuminati da lune rosa.

Sabato 22 aprile spazio a Marco Ongaro. Inizia la sua attività artistica come cantautore, pubblicando nel 1987 l’album “AI” (Rossodisera), che gli vale la Targa Tenco per la migliore Opera Prima, cui seguono nel 1990 l’LP “Sono bello dentro” (Rossodiera/BMG) e nel 1995 il CD “Certi sogni non si avverano” (Rossodisera/SonyMusic). Dopo una pausa di riflessione lunga cinque anni, rientra in scena come autore scrivendo le canzoni del CD “Lasciatemi vivere” (Rossodisera/EMI) per Grazia De Marchi, nel 2000, quelle di “Shakespeariana” (Rossodisera/EMI) per Giuliana Bergamaschi, nel 2001, e i testi e le musiche dello spettacolo di teatro-danza “Anch’io ti amo”, nello stesso anno, per la Compagnia di Danza di Sisina Augusta. Nel 2002 pubblica il libro di poesia “Visto e considerato” (Bonaccorso Editore), in coppia con Massimo Rubulotta, il CD “Dio è altrove” (D’autore/Azzurra Music) e scrive la drammaturgia del “Casanova” per la Compagnia Teatro di Verona di Paolo Valerio.

Nella primavera del 2004 pubblica il CD “Esplosioni nucleari a Los Alamos” (D’autore/Azzurra Music) e la raccolta di racconti “Fughe 1” (Bonaccorso Editore). Nell’estate dello stesso anno debutta con lusinghiero successo la commedia musicale in vernacolo “La cena della sposa”, scritta a quattro mani con Nicola Dentamaro.

Nel marzo 2005 va in scena l’opera buffa in due atti “Il cuoco fellone” (Zerboni/Sugar), su musica di Andrea Mannucci e libretto di Ongaro. Nell’aprile 2005 pubblica il cd “Archivio Postumia”(Rossodisera).

Maggio si apre in occasione della Festa dei lavoratori con i Cantacunti, nome dell’idea-progetto di Gianni Vico, cantastorie di Manduria (TA), e della sua chitarra: cantare i racconti, le leggende, i costumi e la storia (passata e presente) della propria terra. A quest’ idea si sono uniti negli anni Maria Rosaria Coppola (voce, tamburello, voce-narrante), Roberto Bascià (chitarra, mandolino), Antonio Libardi (flauto, ottavino) e Andrea Luperto (tamburello, percussioni), dando vita all’attuale compagnia di cantastorie. L’ elemento centrale del loro spettacolo è infatti il racconto di storie, incasellate nel tessuto di rapide presentazioni che anticipano le atmosfere e i contenuti delle ballate e imprimono continuità narrativa all’intera esibizione.

Sabato 6 maggio la Saletta ospita Angelo Ruggiero, classe 1961, è nato e vive a Bari, dove ha maturato i suoi interessi musicali e letterari. Insegna filosofia. Accanto all’esperienza come chitarrista e cantante in numerose formazioni nel periodo pionieristico della new wave italiana, di cui resta memoria discografica, ha pubblicato versi su diverse riviste letterarie. La molteplicità di queste esperienze lo ha portato sui palchi a sperimentare forme di nuova oralità poetica, coi poeti Enzo Mansueto, Dora Lapolla, Sergio Rotino, e scrittura scenica musicale. Da ultimo ricordiamo la singolare esperienza, accanto al cantautore Daniele Di Maglie, dello spettacolo La gente pensa che i clown, mescolanza di concerto, reading e cabaret sul mondo dei borderline, dei “quasi adatti”, degli sfaccendati. Nel 1991, col brano Pinocchio, vince la seconda edizione del Premio Recanati, festival dedicato alle nuove tendenze della canzone d’autore. Gli stessi organizzatori – associazione Musicultura – hanno due anni dopo prodotto il suo album d’esordio Regina dei gatti (1993, distribuzione BMG), scritto e realizzato con la collaborazione del musicista e produttore Davide Viterbo. L’album, suggestivo ed intenso, scarno e barocco al contempo, ha sorpreso per la maturità e originalità del rapporto tra parole e musica riscuotendo in tutta Italia ottimi consensi critici (La Repubblica, L’Unità, La Stampa, FareMusica, Corriere della Sera, Gazzetta del Mezzogiorno, etc.) e guadagnandosi passaggi radiofonici sulle reti nazionali. Ruggiero si esibisce intanto in numerose città, partecipando, tra l’altro, alla sesta edizione di Time Zones – festival internazionale delle musiche possibili. Gli sforzi recenti sono stati dedicati soprattutto alla attività in studio, per la ricerca di sonorità diverse, più adatte all’intensità elettrica, melanconica, urbana delle ultime composizioni, parte delle quali confluite nel lavoro discografico di recentissima pubblicazione: L’amore che non si può dire. Registrato negli studi della Sottosuono di Bari, l’album si avvale ancora una volta dell’apporto prezioso di Davide Viterbo (arrangiamenti, strumenti, produzione), oltre che delle tastiere di Diego Morga, delle percussioni di Pippo D’Ambrosio e della voce di Roberta Carrieri. Costoro lo accompagnano nell’attuale set dal vivo e sperimentano assieme ad Angelo il senso teatrale della forma-canzone, dilatandola e distorcendola rispetto ai vincoli tradizionali.

Annunci

0 Responses to “TELE E RAGNATELE”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Link

Focus

Domani 21/04.09

banner domani

PGR

banner pgr

Calendario

febbraio: 2006
L M M G V S D
« Gen   Mar »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728  

In Archivio


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: