Sono rimasti in 3, ma resistono… e bene

Saltata la data all’inizio di settembre per indisposizione (?) di Ferretti… rinviata la data del 18 a causa della pioggia… finalmente si è tenuto al Palazzetto di Via Zama l’atteso concerto dei Per Grazia Ricevuta, PGR, o meglio PG3R, come hanno voluto sottolineare ad indicare che il gruppo continua ad esistere, anzi a “resistere”, anche dopo l’abbandono del tastierista Francesco Magnelli e di Ginevra DiMarco. Eccoli, i tre “superstiti”: Giovanni Lindo Ferretti, voce, Gianni Maroccolo al basso e Giorgio Canali alle chitarre, coadiuvati da Pino Gulli e Cristiano Della Monica a batteria e percussioni.

Uno “strano” concerto, questo: sul palco colpisce un tavolino con tanto di vino e bicchieri, quasi fosse un preludio a un momento di fraterno convivio. E invece, sembra che tra gli artisti e il pubblico questo momento di feeling, questa energia, non riesca a crearsi, o almeno, non completamente. Ferretti stesso, tra una sigaretta e l’altra, si limita a lanciare ai presenti qualche sorriso di circostanza. L’unica frase che gli si sente pronunciare al di là dello spettacolo è di risposta, secca e pungente, alle invettive lanciategli da qualcuno sotto il palco. Ad ogni modo, ascoltando la voce sempre possente e incisiva di Ferretti, trasportata dalle sonorità dure e graffianti di Canali e Maroccolo, appare chiaro il percorso imboccato dal gruppo già nell’ultimo lavoro “D’anime e d’animali”, ovvero quello di rottura con il recente passato più melodico dei PGR e un ritorno ai suoni asciutti e essenziali dei CCCP, ma con una maturità di interpretazione che ovviamente non c’era vent’anni fa. In scaletta si alternano, a volte fondendosi, i nuovi brani ad altri (cronologicamente) datati. Anche i pezzi più “morbidi” sono melodicamente destrutturati, da divenire quasi irriconoscibili, ma senza comunque perdere di incisività. Magistralmente incastonata nel contesto, sale più volte sul palco la ballerina Chiara Bagni, che muovendosi con frenetica energia, fonde perfettamente il proprio corpo alle note e ai ritmi degli strumenti. Il concerto si arricchisce anche di trovate coreografiche, come gli spruzzi di acqua profumata sul pubblico e il lancio di caramelle al passo “so che ci ha liberato l’esercito anglo-americano” di Orfani e Vedove. Snodo emozionale della serata, mentre sul palco Chiara fa danzare teatralmente un elmo medievale e una bandiera rossa crociata gialla, l’esecuzione dello stupendo brano recitato Occitania (“il nome femminile di Dio in Occidente”), a rievocare le crociate indette nel XIII secolo dalla Chiesa di Roma contro i Catari, chiara metafora di crudeli azioni perpetrate da un pretenzioso potere Occidentale odierno (“Come faremo a riconoscere i cristiani dagli eretici?” “Uccideteli tutti, Dio li riconoscerà”). Eravamo avvertiti: Ferretti è “perplesso, depresso, incazzato, molto molto peggio”.

Scaletta:
La dolce vita
Forma e sostanza
Si può
Casi difficili
Divenire
Orfani e vedove
Barbaro
Maciste contro tutti
Cavalli e cavalle
Tu ed io
I miei nonni
Come bambino
A tratti
Sono come tu mi vuoi
Tu menti
Tabula rasa elettrificata
Occitania
Montesole
Alla pietra
Cavalli e cavalle

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