Salve a todos

Sono appena arrivato a casa dal concerto alla pietra !
Che vi devo dire … serie di sensazioni ed emozioni a ruota libera. Ci sono luoghi e momenti Unici, La Pietra, per tutta una serie di ragioni troppo lunghe da spiegarsi, ora che sono appena le 7 del mattino, è sicuramente uno di questi luoghi.
Purtroppo ci avete fragato stasera …. Siete venuti in troppi e l’impianto non era sufficientemente potente anche se il povero moka (il ns fonico)gli ha tirato il collo !
Leggo in qua e là le vostre impressioni e molte ne ricevo dopo questi primi concerti. La frase più ricorrente sapete qual’è?
“BENTORNATI” … Mah, non eravamo mica spariti eheheh … Lo soooooooooo che cosa sottointende quella “frase/complimento” … Molti non digerirono a suo tempo il primo Pgr .. Non io a dire il vero. Lo ritengo uno dei più bei dischi in assoluto della mia vita. E non lo rinnego assolutamente. Credo che solo con Linea Gotica si sia riusciti ad andare aldilà dei nostri “limiti” … Pgr è un disco di sperimentazione pura. E’ di una bellezza incredibile. Chi ama anche la “musica” oltre che il verbo, non può non rendersi conto di ciò che Zaz è riuscito a farci fare ..
Tempi dispari, scomposizioni ritmiche e poliritmi da urlo, voci di giò e gingia curate ed espressive come non mai, suono di livello assolutamente internazionale. Magari in qua e là un pò troppo “fighetto”, ebbene si, ma sicuramente una delle punte più alte toccate dai sottoscritti. Per non parlare delle canzoni … Blando comando, Krishna, CB, Africa (io la chiamo così), MONTESOLE … Il “bentornati” se riferito al primo pgr come per dire … meno male xchè ci avevate fatto “dupalle” grosse come una casa … non riesco a recepirlo come un complimento. Non me ne vogliate però. Lo apprezzo un casino sia chiaro, ma è importante comprendere che Pgr era un progetto che si stava sviluppando in un modo ben preciso … Una sorta di gruppo “aperto” dove Giovanni ovviamente sarebbe stato “la parola”, Ginevra la “melodia”. Un gruppo a due voci davvero … con alcune canzoni cantate da Ginevra altre da Giovanni e forse qualcuna anche da Giorgio. Un gruppo aldifuori da generi e senza schemi. Il primo Pgr non era che l’esrodio, l’embrione di qualcosa che sarebbe accaduto da lì a poco. Credetemi, cmq sia, un’occasione persa per tutti. Per chi è rimasto e per chi è andato. Non so xchè sto parlando di questo, boh !??!!
Leggo anche e percepisco un pò di delusione per i testi di giovanni di questo ns “d’anime e d’animali”, e poi che siamo tornati a fare rock … beh, personalmente non credo di avere mai smesso … Sarà un luogo comune, ma rockettari/punkettoni lo siamo sempre stati … la differenza non sta nell’urlare un testo, nel pigiare un distorsore, nel suonare in piedi o seduti.
Uno dei pezzi più punkettoni che abbiamo fatto è Guardali negli occhi, versione pgr tour. TENSIONE E POTENZA INAUDITA !
E poi si consideri che forse non sta più a noi “tirare” la baracca, stupire … ho 44 anni e sono il più giovane dei pgr eheheheheh …. che ci pensino altri a prendersi la briga di “essere” avanguardia … noi abbiamo già dato :o)
Ora ci divertiamo un casino. E’ vero, D’anime e d’animali è disco semplice. E’ il suono di un trio e mezzo … batteria, basso e chitarra … a volte due batterie, a volte due bassi.
Forse è semplice rock n’ roll con qualche sviolinata punkettona.
Beh, è cosa che ci riguarda credo. E cmq D’anime e d’animali è un ulteriore “inizio” … un embrione. Una sorpresa nata in un momento tremendo … credevamo di avere finalmente trovato equilibrio e, come dice giovanni, una nuova ragion d’essere. Un bellissimo concerto prenatale, l’ultimo con magnuz e gingia, ci aveva fatto tremare in potenza. Subito dopo quel gruppo non esisteva più. Si riparte. Si resiste.
Si butta via un disco quasi del tutto composto, via tutti i testi. Ci si ritrova da giovanni pieni di tristezza, di rabbia, di perplessità. Si analizza coi lucciconi agli occhi se ognuno di noi avrebbe potuto fare qualcosa di più … Intorno al fuoco si inizia a parlare … a bere e a fumare (di tutto e di più ovviamente) … Giovanni ci legge una manciata di testi composti in due notti insonni … Alle sei del mattino siamo ancora lì … con gli occhetti pii … nessuno si azzarda a dire andiamo a letto … ci prova il barone, ma senza successo. Conto alla fine ben tre megaposacenere pieni di filtri e di mozziconi e 16 bottiglie di vino vuote per terra. Barcollando si va a dormire alle 7 e mezza. Ci si ritrova a colazione alle 3 del pomeriggio. Poche parole e si imbraccia gli strumenti … In meno di un’ora nasce “Divenire” .. a tarda sera c’è l’abbozzo di “alla pietra” … Tutto fila via liscio … 8 giorni e dieci canzoni…
Il vuoto rimane tale. Checchè ne dica il mio esimio collega Ferretti, il vuoto raramente è pieno. E i vuoti rimangono tali a tal punto da trasformarsi in presenze. Sono orgoglioso di Giovanni, di Giorgio, di Pino, del Barone, e anche un pò di me.
Quindi sorrido, bonariamente si intende, quando sento qualcuno soffermarsi in “particolari” sicuramente importanti, non dico di no, ma per me non fondamentali. La realtà è una sola … Siamo vivi ! E credetemi, per quanto un pò rokkettari, acciaccati e parzialmente rinco, siamo felici di esserlo. D’anime e d’animali ci ha salvato e ci ha dato la possibilità di “esserci” ancora.
Stasera alla pietra il vuoto era pieno. Ora che ci ripenso in effetti forse lindo ha ragione cazzarola …. Ho cominciato a suonare pensando all’anno scorso … al concertino estemporaneo alla foresteria, a Ginevra, a Francesco. Ho pensato anche a Zamboni, fu lui a farmi scoprire la Pietra … Qualcuno dice sarebbe bello se un giorno …. forse sarebbe bello. forse sarà.
chissà. Sta di fatto che è stata una serata incantata per me. Fluttuavo … Mi divertivo come un matto a suonare … e rivedevo anni e anni di vissuto, di musica, di parole …
Alla fine sono schizzato via e mi sono sdraiato sul prato a rimirar le stelle … Ho mandato un saluto a Ginevra, a Francesco, a Massimo. A cena io e giovanni ci siamo abbracciati per un paio di minuti senza dirci niente. E poco dopo è successo con giorgio. Non c’era davvero niente da aggiungere. Nessuna parola poteva descrivere meglio di quell’abbraccio il nostro stato d’animo e i nostri pensieri.
Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno condiviso con noi l’incanto di stasera. Non so se avete percepito quanto ci fosse in quel luogo, su quel palco aldilà della musica, delle parole, delle luci e dell’impianto sfiatato.
… a presto. Marok

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