Recensioni, Recensioni!!!

Stanno uscendo in questi giorni un sacco di articoli dedicati ad ACAU, tutti ne parlano un gran bene…
Vi riporto quello apparso su MUSICA (di Repubblica) n. 412 Buona Lettura!!!

IO CHE LI CONOSCO BENE

Jovanotti gli ha fatto la sorpresa, Carmen Consoli s’e’ messa a cucinare gli spaghetti. E Battiato… L’uomo che dai Litfiba ai PGR ha segnato la storia del rock italiano, Gianni Maroccolo, e’ tornato. Con un piccolo aiuto dei suoi amici.
di Flavio Brighenti

“Mi sono emozionato come un adolescente, fino alle lacrime” . Gianni Maroccolo non ha pudori nel raccontare la prima volta da solista. Eppure la sua storia artistica e’ piena di rinascite. Bassista di razza, arrangiatore, produttore. Fucina di idee. Membro fondatore dei Litfiba nel 1980, esce dalla piu’ amata rockband italiana dopo nove anni di imprese. Entra nei CCCP del crepuscolo. Poi s’imbarca nei CSI, il sogno piu’ concreto del rock indipendente italiano. Finita quell’avventura, prende parte alla sua naturale evoluzione, i PGR. In mezzo, tante prodezze in cabina di regia come produttore (Timoria, Diaframma, Marlene Kuntz…), l’esperienza discografica con il Consorzio Suonatori Indipendenti, uno spelndito album tributo a Robert Wyatt da lui stesso architettato. Ha la statura del veterano, Maroccolo. Talentuoso, affidabile. Porta un cognome ineludibile per le nuove generazioni del rock. Eppure, quando parla da neoesordiente di A.C.A.U: La nostra meraviglia (il disco da titolare, nei negozi da domani), si commuove come avesse appena assistito alla nascita di un figlio.
“Questo album e’ il primo effetto di uno straordinario cambiamento nella mia esistenza, il superamento di un gap che si era venuto a creare tra me e la vita”, confida. “Approdato alla soglia dei quarant’anni, l’eta’ in cui un uomo pensa di aver capito tutto, accettai di rimettermi in discussione. Professionalmente sbattevo la testa, da produttore, contro le nuove tecnologie. Impazzivo e pensavo: si stava meglio quando si stava peggio. Era l’epoca del primo disco dei PGR, io ancora mi interrogavo sulla nascita e sulla fine dei Litfiba e Csi, e di me con loro. Dovevo riaprirmi alla vita, in tutti i sensi. Un po’ per volta presi confidenza con i mezzi evoluti della produzione, tornando intanto a suonare a tempo pieno il mio strumento. . Scoprii che la mia passione per la musica era rimasta intatta. Un miracolo…”.
Fu Hector Zazou, il musicista algerino produttore del disco d’esordio del PGR, a spronare Marok, come lo chiamano gli amici, a registrare qualcosa da solo. “Isolato in una casina sula costa, a Marina di Cecina, ho composto un bel po’ di musica. Poi mi sono chiesto: e ora che ne faccio? Mica posso pubblicare due dischi strumentali. Cosi’ ho pensato di coinvolgere gli amici di sempre, PGR, Piero Pelu’, Cristiano Godano, e altre voci che hanno segnato la mia vita. E in una notte sono partite 14 lettere. Giuro, pensavo che mi avrebbero risposto in quattro o cinque”.
Invece Maroccolo ha fatto filotto. Tutti si sono messi a disposizione: Raiz, Carmen Consoli, Franco Battiato, Cristina Dona’, Jovanotti, Francesco Renga, Andrea Chimenti, Manuel Agnelli, Fiamma, Federico Fiumani, Andrea Chimenti, Giovanni Lindo Ferretti e i PGR in blocco.
“Ho avuto fortuna. Loro, come me, avevano voglia di sperimentare l’alchimia. Gli ho messo a disposizione i suoni, con l’accordo di utulizzare la musica come semplice suggestione, e sui testi ho dato liberta’ assoluta. Riascoltandoli, mi sono accorto che tutti vivono di profondita’, come il mare che ha ispirato le musiche”.
Questione di affinita’ elettive. “Ma che imbarazzo quando arrivava uno di loro e incorciavo i suoi occhi mentre cantava. E che piacere, scoprire di condividere emozioni cosi’ intense con i miei colleghi. Altro che lavoro: abbiamo ritrovato insieme la gioia delle cose semplici, vere. Dell’amicizia schietta. Chi ha risposto per primo ? Cristina Dona’. Ha voluto ascoltare tutto quanto avevo composto e il suo entusiasmo mi ha contagiato. E’ stato il presagio di un’avventura indimenticabile. La sua canzone da’ l’umore dell’album intero”.
E gli altri incontri ? Da chi e’ venuta la sorpresa piu’ grande? “Ciascuno mi ha regalato qualcosa, certo non potevo immaginare che la sintonia sarebbe scattata con tutti… Lorenzo mi ha sorpreso con un testo che proprio non mi aspettavo, d’altronde l’ho incontrato in un periodo bellissimo anche per lui: ha scritto un testo che raggiunge la profondita’ con leggerezza assoluta. Con Pelu’ e’ come se ci fossimo ritrovati due settimane dopo Litfiba 3, il disco con il quale mi congedai dal gruppo. E Battiato mi ha sorpreso due volte. Perche’ mi ha detto si’, poi perche’ ha adottato un modo di cantare che ho amato alla follia, all’epoca in cui crescevo a pane, punk e new wave. Ricordo che quando lo vidi sul tappeto, in concerto, ne rimasi sconvolto”.
No che non e’ finita. “Raiz? Ha una voce che mi mette la pelle d’oca, forse e’ la piu’ bella in assoluto, da noi. Con tutte le loro contaminazioni, gli Almamegretta coservavano un’italianita’ che li rendeva unici. Anche Raiz, come me, a un certo punto si e’ rimesso in discussione. Adesso fa il musicista e l’attore in contesti diversi e stimolanti. Sta trovando quel che cercava”.
Una scoperta anche Carmen Consoli. “Un’altra che mi ha conquistato. L’ho sempre amata per quella voce tanto originale, per la sua personalita’, l’incredibile preparazione. Si e’ rivelata di una generosita’ unica. E’ venuta a trovarmi mentre era affaccendatissima, tra le riprese di un video e un concerto il giorno dopo…”Marocchino, voglio farti impazzire”, ha promesso. Si e’ lavorato ininterrottamente dalle 6 del pomeriggio alle 6 del mattino successivo. A quel punto si e’ messa in cucina a fare gli spaghetti. Ma appena finito di mangiare ha detto: che cos’altro aspettiamo. Ricominciamo a suonare, no?”.
Che ne sara’ dei PGR, se anche Marok parte per la tangenziale solitaria ? “I PGR sono un gruppo aperto, un progetto in divenire. La nostra scommessa non e’ ottenere il riscontro di pubblico, irripetibile, che ebbero i Csi. E’ capire che abbiamo ancora qualcosa da dire, e conserviamo la capacita’ di sorprenderci tra noi. Il nuovo disco e’ gia’ pronto, nato dopo l’ennesimo terremoto. Ginevra Di Marco e Francesco Magnelli hanno deciso di lasciarci. Scelte di vita. Il punto e’ che avevamo gia’ pronti provini, testi, tutto. Abbaimo buttato via quel che c’era, e in nove giorni si e’ rifatto tutto daccapo, compresi i testi di Ferretti. Questo disco sara’ il nostro ritorno al futuro, con un suono piu’ semplice e diretto, basso chitarra e batteria, voce, poco altro. Contiamo di farlo uscire entro l’estate”.
E intanto, che ne sara’ di A.C.A.U ? “Voglio promuoverlo con discrezione. Per ora abbiamo fissato tre presentazioni: stasera nel chiostro del Future Centre, a Venezia, il 30 Aprile al teatro Asio di Correggio e il 2 Maggio alla Stazione Leopolda di Firenze. Ci sara’ anche un corto con il making of del disco, l’incontro con gli artisti e una versione surreale del sottoscritto, visto come una carpa di due metri e mezzo che cerca di arrivare al mare. Un po’ alla Big Fish”.
Marok e’ in forma smagliante. E il rock italiano, da Vasco in giu’, gode di altrettanta buona salute? “A me pare di si’. Vasco e’ intoccabile: massimo rispetto. E’ il rocker per eccellenza: autentico, diretto. La sua esistenza e’ rock, e’ una filosofia di vita, magari sbagliata, eccessiva, comunque autentica. Ma l’intera scena italiana sta ribollendo di fermenti come non percepivo da anni. Ricevo tra i 40 e i 60 demo al mese, e ho la netta sensazione che stia rinascendo lo spirito genuino del rock, un po’ come accadeva nelle nostre cantine tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli 80. C’e’ tanta creativita’, passione, e una rinnovata curiosita’ a sperimentare”. A proposito di curiosita’: che significa A.C.A.U ? “E’ un segreto del cuore”.
Chi e’ Giovanni Lindo Ferretti, per lei ? “Confesso che per anni l’ho vissuto con gli stessi occhi di un fan. Come un marziano dotato di un carisma impressionante. Ci ho messo un bel po’ per capirlo… Ai tempi dei Csi subivo ancora il suo magnetismo. Forse sbagliavo approccio. Poi e’ nato un rapporto piu’… umano. Di amicizia e di stima reciproca”.

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